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| Nome | Flussi: Giuseppe Chiari - Piero Mottola _ |
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| Partecipanti |
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| Curatore |
Patrizia Ferri
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| Data |
18 gennaio 2010 - 18 gennaio 2010
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| Location | Acquario Romano _ Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47 – Roma |
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| Immagini | |||||||||||
| Descrizione |
RAM radioartemobile e FONDAZIONE VOLUME presentano FLUSSI Giuseppe Chiari - Piero Mottola il rumore della vita nel silenzio dell’arte a cura di Patrizia Ferri Lunedì 18 gennaio, ore 19 Acquario Romano _ Casa dell’Architettura Piazza Manfredo Fanti 47 – Roma - PROGRAMMA DEL CONCERTO Piero Mottola Improvvisazione emozionale 3, 2010 esecuzione live di Piero Mottola per campionatore emozionale E.10 Giuseppe Chiari Fare qualcosa con il proprio corpo e il muro, 1967 La mano mangia il foglio, 1967 per performer Giuseppe Chiari Confessione frammento, 1997 documento video inedito Giuseppe Chiari Fuori, 1965 Tre pezzi a Giovanna Sandri, 2003 per performer Piero Mottola Andamenti differenti, 2009 passeggiata emozionale per voce e tre strumenti soprano, Keiko Morikawa performer, Luca Miti sax soprano, Massimiliano Fuschetto violoncello, Silvano Fusco contrabbasso, Massimo Ceccarelli
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| Statement | Patrizia Ferri: Un progetto che porta alla luce un sodalizio particolare, di mente e di cuore, umano e artistico profondo, da annoverarsi tra quegli incontri emblematici che costellano l’arte non solo come Storia di teorie e di opere, ma trama di storie tra persone e relazioni, intercorso tra due artisti sui generis per i quali - oltre le debite differenze di stile, concettualità e intrinseche specificità, pesi e misure - le affinità si stabiliscono in una scala di sinergie culturali e di riflessioni, nell’ambito di una ricerca sonora e acustica di attraversamento e sconfinamento degli ambiti disciplinari. Per Giuseppe Chiari e Piero Mottola il suono è una materia imponderabile che crea spazi aleatori e fluttuanti, strutturati e destrutturati in una processualità estetica intesa in quanto stimolo e interazione emotiva, psichica e fisica con il pubblico che diventa attore dell’evento in un approccio totale e relazionale, fluttuando anch’esso tra ascolto empatico del rumore della vita e sublimazione catartica nel silenzio assordante del vuoto, come cassa di risonanza per amplificare la percezione dell’essere. Rumore e silenzio, concepiti come una sorta di affascinante e cangiante ready made, in uno scambio vitale e necessario sull’onda della sinergia con le filosofie orientali e le teorie scientifiche, -ordine, caso ed entropia- che vogliono un mondo come processo interconnesso in continua, inarrestabile trasformazione: un approccio centrale che da John Cage, che aleggia silenziosamente sull’evento, si propaga a Chiari padre del Fluxus made in Italy che in qualche modo lo consegna a Mottola per un’ elaborazione in termini personali. “Flussi” in linea con la connotazione molteplice alle origini, indica la vitalità di un’esperienza che anche fuori la sua cornice storica di riferimento mantiene intatta la sua vitalità nell’indicare e favorire sviluppi sul piano di una logica dell’improvvisazione performativa radicale che si adegua ad una struttura emozionale enigmatica imprevedibile. L’evento è una prova generale di orchestrazione declinato in termini di partecipazione attiva che confermi quanto la capacità di ascolto della realtà in senso ampio comporti lo scarto potenziale che fa affiorare la coscienza del senso profondo e silenzioso del tutto, dove lo spazio è luogo antropologico del divenire dell’esistenza. E allora se è così come diceva Chiari Fluxus tutta la vita ! per un’arte che irrompa nella vita come un fulmine a ciel sereno!, sottolinea Mottola. Il concerto si apre con l’improvvisazione live per “campionatore emozionale E.10” di Piero Mottola, seguono le esecuzioni delle Performance free di Giuseppe Chiari provenienti da “Musica senza contrappunto” del 1967 e “Tre pezzi a Giovanna Sandri” del 2003, interpretate da Luca Miti, a cui fa da sfondo un estratto dal video della conferenza/azione “Confessione frammento” del 1997, per concludere con “Andamenti differenti” del 2009 di Piero Mottola, una passeggiata emozionale per voce e tre strumenti. |
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