| _ | _Home | ||||||||||||||
| radioartemobile |
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| Nome | Contemporary Istanbul 2007 _ |
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| Partecipanti |
Domenico Bianchi, Michelangelo Pistoletto, Gulsun Karamustafa, Bruna Esposito, Rainer Ganahl, Gianna Nannini, Achim Wollscheid, Carla Accardi, Giovanni Anselmo, Alberto Garutti, Jimmie Durham, Jannis Kounellis
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| Curatore |
RAM radioartemobile
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| Data |
29 novembre 2007 - 02 dicembre 2007
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| Location | Istanbul Convention and Exhibition Center, Turchia |
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| Immagini | |||||||||||
| Descrizione | RAM radioartemobile al Contemporary Istanbul 2007 Booth A302 novembre 29 - dicembre 2 - Orari
28 novembre - Inaugurazione 29 novembre 2007 / 11 am - 10 pm
30 novembre, 01 - 02 dicembre 2007 / 11 am - 9 pm
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| Statement | A SUD, A EST
“Il nostro Oriente non era soltanto un paese e un’entità geografica, ma era la patria e la giovinezza dell’anima, era il Dappertutto e l’In-Nessuno-Luogo, era l’unificazione di tutti i tempi”
Hermann Hesse
Si muove verso Oriente il progetto che RAM propone per l’occasione espositiva della fiera di Istanbul. “Anche Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia, ha un senso preciso, che forse all’inizio non è stato subito chiaro” dice Mario Pieroni “Con il progetto Editing ci siamo proposti il superamento dei confini e la creazione di uno sguardo verso Oriente”. Gorizia come Porta d’Oriente! Avamposto spirituale dell’Est, tappa di un percorso verso il Levante, là dove sorge il sole. “Da lì siamo andati a Mosca, adesso andiamo a Istanbul” prosegue Mario Pieroni mentre Dora Stiefelmaier dice: “Istanbul è talmente esplosa! Abbiamo seguito questo percorso perché siamo andati regolarmente alla Biennale di Istanbul. E’ senz’altro interessante intervenire in un luogo così e in più in una fiera nuova, di un ‘global’ diverso. La fiera può dare visibilità a un progetto culturale. Portiamo gli artisti che sono intrigati da Istanbul, Giovani Anselmo, Bruna Esposito, Jannis Kounellis, Alberto Garutti, Domenico Bianchi… oltre alla nostra artista turca Gulsun Karamustafà di cui abbiamo realizzato un lavoro al S. Andrea”. L’arte non possiede una verità assoluta, unica e sola, è una sfilata continua di differenze, è permeata di domande, è un “andare verso” la verità.
L’idea stessa dell’Oriente abita la pittura di Carla Accardi in cui i colori sono sempre usati in funzione del rapporto luce-ombra: la Piccola tenda nasce visitando il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna, dove la severa geometria occidentale dell’esterno dischiude all’interno l’abbagliante splendore bizantino dei mosaici. La Triplice tenda è ispirata alla vita raffinatissima condotta all’interno di queste abitazioni mobili nelle soste di viaggio dei guerrieri nomadi. L’opera installata da Giovanni Anselmo nel 2007 nello spazio di RAM a Roma, 4 proiettori e 4 diapositive che proiettano la scritta “PARTICOLARE”, può essere considerata nucleo generatore dell’intero progetto. Il titolo è Quattro Particolari verso Est ed è spingendosi ancora più ad Est che il progetto di RAM è approdato a Istanbul. Domenico Bianchi utilizza sempre nel lavoro una logica intrinseca rispetto a materia e forma usate, come anche rispetto al procedimento e alla collocazione. Le lastrine formato standard di cera si fanno vere e proprie pietre da costruzione atte a “murare” il quadro secondo la tecnica dell’intarsio che determina disciplina, rigore e lentezza di elaborazione. Deve quasi sembrare che l’opera si sia fatta da sé, devono sparire le tracce dell’autore. Jimmie Durham pone al centro della sua opera la questione della sopravvivenza dell’identità culturale. Qui presenta Reggipetto pietrificato, esposto al progetto "Indoor" nel 1998 organizzato da Zerynthia al Centro La Grancia a Serre di Rapolano: oggetto inutilizzabile come il frigorifero su cui aveva scagliato pietre alla Biennale di Venezia del ‘97. Bruna Esposito presenta Mobile? del 2005, un'installazione composta da 3 tavolini (di cui uno in lavagna, uno in vetro e uno in legno), 5 sgabelli, un'asta con microfono, un ramo, ghiaia e campanelli. Esposito è autrice di poetiche, segrete e quasi nascoste installazioni. Si tratta di interventi che hanno luogo in ambienti interni o esterni, ma sempre ai margini, utilizzano materiali organici o inorganici e frequentemente anche strumenti immateriali, come luce, suoni, profumi in un continuo allargamento polisensoriale. Rainer Ganahl, (Dal Vaticano a Piazza della Repubblica senza ritorno- Bicycling Roma, 2006) scrive: "Roma è una città piena di motorini (e macchine) ma senza biciclette. Durante i 16 minuti del mio tragitto in bicicletta, non ho incontrato alcun ciclista, ma molti motorini e scooters…Come in tutti i miei video in bicicletta, metto alla prova il carattere delle strade di Roma, andando contromano senza tenere il manubrio. A Roma, ho deciso di percorrere il tragitto che unisce due luoghi che significativamente definiscono la città non soltanto dal punto di vista geografico ma anche storico e istituzionale. Topograficamente, il Vaticano e la Piazza della Repubblica sono due spazi opposti, uniti da un importante asse stradale”. Alberto Garutti compie un ideale tragitto verso Est: la linea che unisce la sua casa a Milano a Istanbul intercetta precisamente la Chiesa delle Grazie, là dove, davanti al Cenacolo di Leonardo, l’artista bambino ebbe il primo contatto con l’arte. Leonardo, artista totale, che unisce pittura e architettura, che progetta la città, rimane per Garutti il modello per sempre. Proseguendo su quella direttrice si arriva a Istanbul, tra la casa e la chiesa una distanza di m. 1103, lunghezza esattamente riprodotta dal ghirigoro al computer. “Non posso immaginare una città senza una chiesa, una moschea, una sinagoga” dice l’artista “L’arte ha a che fare non con il problema della religione, ma con quello del sacro”. Gülsün Karamustafa realizza un lavoro in cui si compenetrano raffigurazioni di miniature antiche cattoliche, ebraiche e islamiche, per simboleggiare la fusione delle diverse tradizioni religiose e culturali. L'interesse dell'artista si concentra su temi come la globalizzazione, l'identità, gli stereotipi e i conflitti fra sessi. Campi d'indagine sono il cinema (soprattutto quello popolare degli anni Sessanta e Settanta), la letteratura e la fotografia che racconta la vita privata e insieme la memoria storica di una collettività, temi che l'artista affronta con una sorta di neoconcettualismo. Tra le sue installazioni più note Mystic Transport (1992), una serie di containers riempiti di colorate coperte imbottite, simbolo delle migrazioni dei popoli ma anche dell'esilio forzato, effetto collaterale della globalizzazione. Di Jannis Kounellis viene presentato Monumento al borghese coraggioso (1971, un'edizione prodotta dal Mondo delle idee). L'opera è composta da un contenitore di vetro diviso in due parti verticalmente: nella inferiore c'è l'acqua, in quella superiore c'è un binario con delle rotelle e un peso che muovendosi fa cadere il sacchetto di cotone che contiene arsenico, nell'acqua avvelenando il metaforico borghese. Una classicità rivissuta a brani è nell’opera di Kounellis, il cui fondamento antropologico è in un’arcaica cultura contadina comune a Oriente e Occidente. Per l’artista di origine greca Odisseo è una figura di riferimento: “L’odissea, anche lagunare è odissea pur sempre... E’ lagunare perché” dice l’artista “è come viaggiare all’interno di una ferita e per questo è molto doloroso”. Michelangelo Pistoletto presenta un lavoro realizzato con Gianna Nannini. Lo spazio è recinto da superfici specchianti in alluminio su cui appaiono segni e la figura stessa della cantante. L’alluminio è stato scelto per le sue caratteristiche particolari: è un materiale riciclabile, malleabile, possiede capacità riflettente e alta conducibilità sonora. Al centro si trovava l’installazione di Michelangelo Pistoletto L’Orchestra di stracci, materiale usato dall’artista in molte opere degli anni Sessanta. In questo caso gli stracci sono disposti a formare quello che per Pistoletto è il nuovo segno di infinito, simbolo del Terzo Paradiso. Sound Box di Achim Wollscheid è un’unità sonora portatile che può essere trasportata ovunque. “Può accompagnare una camminata e d'accordo con i rumori ambientali comporre una colonna sonora, o fare da terza voce in una discussione”. Il programma sviluppato prende in considerazione progetti precedenti (degli anni Sessanta e Settanta) di computer music che si ponevano la questione se e come un computer potesse essere programmato per comporre musica. Ciò che, in un certo modo, il Sound box fa. Inoltre ci sono lo spazio e l'interazione per cui “l'utente dirige direttamente la relazione tra l'evento, lo spazio e la trasformazione”.
Laura Cherubini |
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